
Di seguito il comunicato stampa diffuso dal Partito Democratico, dai Giovani Democratici e dalle forze del centrosinistra in merito al Consiglio comunale del 23 gennaio, che ha sancito la conclusione del secondo mandato amministrativo del sindaco Giuseppe Lovascio. Nel documento vengono ricostruite le ragioni politiche e amministrative che hanno condotto alla mozione di sfiducia e respinta la narrazione che presenta il primo cittadino come vittima della crisi politica. Comunicato Stampa Fine dell’Amministrazione Lovascio
Con il Consiglio comunale del 23 gennaio si chiude definitivamente la pagina amministrativa del secondo mandato del sindaco Lovascio.
È stata una seduta “fiume”, conclusasi a mezzanotte, caratterizzata da una partecipazione straordinaria di cittadine e cittadini, che avrebbe meritato fin dall’inizio un atto di verità e di trasparenza.
Dopo i primi interventi dei consiglieri firmatari della mozione di sfiducia, il Sindaco ha impostato la propria replica rivendicando presunti successi e una presunta centralità della nostra città, scegliendo però di soffermarsi soprattutto sulle presunte mancanze dei consiglieri “dissidenti” e dell’opposizione di centrosinistra. Un’opposizione che, a suo dire, in questi quattro anni sarebbe stata ascoltata e le cui sollecitazioni sarebbero state accolte. Riteniamo necessario ricordare, invece, le numerosissime occasioni in cui l’opposizione è stata apertamente schernita per aver avanzato proposte giudicate dalla maggioranza come “non rilevanti”: dal salario minimo per chi lavora negli appalti pubblici, ai diritti civili, fino alla proposta di riconoscimento dello Stato di Palestina.
Lo stesso vale per il provvedimento “Città Sicura”, proposto dal Partito Democratico e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, ma mai tradotto in atti concreti ed efficaci per la reale sicurezza dei cittadini. Per chiarezza nei confronti della comunità, è doveroso ricordare che il Sindaco ha perso ben cinque consiglieri eletti nelle proprie liste. Alcuni — come i consiglieri M. Loiacono e Cascella — fuoriusciti già da tempo per la mancanza di condivisione delle scelte e di un reale confronto politico. Gli ultimi tre, allontanatisi dopo la seduta del 29 dicembre scorso, hanno richiamato le medesime motivazioni, salvo poi “scoprire”, solo dopo la terza replica del Sindaco, che alla base della crisi vi fossero anche questioni legate alle nomine assessorili e al conseguente squilibrio interno alla maggioranza.
In questo contesto di dissenso tutto interno, il Sindaco, i consiglieri e gli assessori rimasti fedeli hanno scelto di attaccare l’opposizione, sostenendo che l’accoglimento di alcune proposte del centrosinistra — e persino il sostegno elettorale garantito in occasione delle elezioni regionali — avrebbero dovuto tradursi in una sorta di “senso di responsabilità” tale da impedire la presentazione della mozione di sfiducia. Non è stato edificante assistere a un dibattito in cui, ancora una volta, si è evitato di fare chiarezza sull’appartenenza politica della maggioranza, su come questa abbia orientato le scelte amministrative e, di conseguenza, sulla visione di città che ne è derivata. È emersa con evidenza un’idea di azione amministrativa più attenta alla ricerca dell’immagine che alla costruzione di progetti utili all’intera comunità, in particolare alle persone più fragili. Un’azione spesso intesa come esercizio di scambio e di soddisfazione di interessi particolari, piuttosto che come costruzione ed erogazione di servizi efficaci e universali.
Per questo riteniamo necessario ristabilire la verità su quanto accaduto. Il Sindaco non è una “vittima” dell’azione irresponsabile degli undici consiglieri che hanno firmato la mozione. Un Sindaco si giudica dai risultati prodotti per la città e dalla capacità di tenere unita una maggioranza: entrambe queste condizioni, evidentemente, sono venute meno. Ai cittadini è stata invece offerta una rappresentazione distorta del confronto politico, celando difficoltà e inadempienze attraverso un attacco gratuito e inopportuno agli esponenti del centrosinistra. Lovascio tenta oggi di accreditarsi come vittima, dimenticando opportunamente che nel 2017, inseguendo una candidatura alle elezioni politiche rivelatasi poi del tutto infondata, rassegnò le dimissioni causando un commissariamento di otto mesi. All’epoca, evidentemente, tale situazione non destava alcuna preoccupazione. In questi quattro anni l’opposizione ha svolto con serietà il proprio ruolo di controllo e di proposta, avanzando idee concrete per migliorare la città. Con coerenza e nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, i consiglieri di opposizione hanno evidenziato criticità quotidiane e occasioni perse per rendere Conversano una città migliore. Lo hanno fatto con puntualità e competenza tutte e tutti i consiglieri del centrosinistra.
Emblematico l’intervento della consigliera Borrelli (PD), che ha ricordato la perdita di 12 milioni di euro destinati all’eliminazione dei passaggi a livello. Nonostante il lavoro responsabile del Partito Democratico nel favorire il confronto tra Amministrazione comunale e Regione, tali risorse sono andate perdute a causa dell’incapacità del Comune di rispondere alle richieste tecniche della Regione e di Ferrovie del Sud Est. Nel corso della seduta, la crisi della maggioranza Lovascio è stata in alcuni interventi mascherata attraverso valutazioni inopportune sul percorso di costruzione del programma del centrosinistra e mediante allusioni personali, in particolare nei confronti della consigliera Borrelli. Quest’ultima ha giustamente ribadito che la dialettica politica non può mai prescindere dal rispetto e dalla stima personale.
L’amore per la nostra città appartiene a tutte e a tutti coloro che la vivono, la studiano e la lavorano ogni giorno. Non è prerogativa di una singola persona né di una sola parte politica. Alle forze politiche, ai sindacati, alle associazioni e a chi esercita cittadinanza attiva va riconosciuto il merito di contribuire alla crescita della comunità. Ci auguriamo che quanto accaduto in queste ore rappresenti per tutti un’occasione di riflessione sul proprio ruolo e sulla propria funzione.
Il Partito Democratico e i Giovani Democratici, insieme alle forze del centrosinistra, sono già impegnati nella costruzione di un’alternativa credibile per Conversano. Nelle prossime settimane intensificheremo il lavoro di ascolto e di incontro con i cittadini, per chiarire le nostre ragioni e, soprattutto, per presentare una visione di sviluppo, di cura e di valorizzazione del nostro territorio.
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