Il Consiglio comunale di Conversano ha approvato la mozione di sfiducia al sindaco Lovascio, segnando la fine anticipata della sua amministrazione e aprendo la fase del commissariamento prefettizio. La seduta, convocata ieri, venerdì 23 gennaio, si è svolta in un’aula consiliare gremita, con cittadini, attivisti e rappresentanti del mondo associativo presenti fino alla fine del dibattito.
Secondo i consiglieri Ciro Moramarco e Di Vagno, la sfiducia è l’esito inevitabile di una gestione centralizzata, caratterizzata da scarsa apertura al confronto politico. La revoca delle deleghe all’assessore Dario Berti, senza spiegazioni, è stata percepita come il simbolo di un metodo autoritario e isolato.La consigliera Barbara Accardo del movimento Quark ha criticato l’intera legislatura come priva di progetto e visione, limitata a eventi e iniziative di marketing territoriale, mentre questioni fondamentali come politiche sociali, lavoro e abitazioni sono state trascurate. Molte proposte rimaste inascoltate hanno alimentato la percezione di un’amministrazione distante dai bisogni reali della città.
Ex alleati come Mario Loiacono hanno parlato di fallimento politico collettivo, denunciando la mancanza di ascolto e la progressiva disattesa delle promesse elettorali. Anche Pasquale Loiacono ha evidenziato come la gestione centralizzata e poco trasparente abbia aggravato la sfiducia nei confronti del Comune.Il consigliere Maurizio Galiano ha denunciato inefficienze strutturali nei servizi comunali, ritardi nei pagamenti e gestione poco chiara di fondi e progetti, mentre Sebastiano Cascella ha sottolineato la marginalizzazione del Consiglio, ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. La consigliera Angela Borrelli, a nome del Partito Democratico, ha definito il commissariamento necessario per evitare che l’immobilismo amministrativo si prolunghi.
Il sindaco Lovascio ha difeso il proprio operato, citando il potenziamento del personale comunale, la gestione dei cantieri, mostre internazionali, presenze turistiche record e risultati ambientali come la chiusura della discarica Martucci, la Tari invariata e l’80% di raccolta differenziata. Tuttavia, le critiche restano: assenza di visione politica, trasparenza limitata nelle decisioni e progressivo isolamento del Consiglio comunale.La seduta del 23 gennaio non segna solo la fine di un mandato, ma la chiusura di un intero ciclo politico. Il commissariamento prefettizio guiderà la città verso le nuove elezioni, in un contesto che richiede riflessione su metodo, dialogo e programmazione strategica per ricostruire fiducia e partecipazione nella gestione del Comune.
Al di là delle contrapposizioni emerse in aula, una certezza appare condivisa: nulla, dopo questa seduta, potrà riprendere come prima.
Redazione Web TV Puglia

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